La cassapanca intagliata, il coltello a serramanico, il tappeto a pibiones, il mobile in castagno: sono i pezzi su cui Aritzo ha costruito la sua reputazione fuori dai confini della Barbagia. Qui non si tratta di prodotti in vendita ma delle opere che fanno testo — quelle esposte nelle collezioni, premiate alle mostre, citate nei repertori dell’artigianato sardo. Ognuna porta il nome di chi l’ha fatta e la data in cui è stata realizzata. Serve a distinguere il mestiere dalla souvenir, e a dare all’artigiano di oggi un riferimento alto a cui guardare.