Aritzo non ha un museo d’arte, ma ha un patrimonio distribuito: i retabli e le statue lignee delle chiese, gli arredi delle case padronali, gli ex voto, le croci processionali che escono solo il giorno della festa. Molte di queste opere sono state realizzate fra il Cinquecento e l’Ottocento da maestranze sarde e continentali, e raccontano i rapporti che un paese di montagna teneva con Cagliari, con Napoli e con la Spagna. Schedarle una per una serve a due cose: farle conoscere a chi arriva e tenerne memoria per chi dovrà conservarle.