La tradizione orale è la produzione culturale più fragile che un paese possieda, perché non lascia oggetti. Ad Aritzo comprende i gosos cantati nelle novene, i canti a tenore e a chitarra, le ninne nanne, gli attitos funebri, le formule delle guaritrici, i giochi cantati dei bambini. Alcuni di questi repertori sono stati registrati da ricercatori negli anni Sessanta e Settanta e stanno negli archivi sonori; altri esistono solo nella memoria di chi li canta. Ogni scheda indica il testo, chi lo esegue, in quale occasione e se ne esiste una registrazione consultabile.