Il museo etnografico di Aritzo è una componente indissolubile del tessuto sociale e abitativo, del territorio e del patrimonio naturalistico: per questo è stato definito anche eco-museo. Le sue sezioni ospitano un patrimonio ampio e variegato delle attività più rappresentative della cultura barbaricina, disposto per tematiche e mestieri lungo due sezioni.
La prima ospita una rassegna di costumi tradizionali maschili e femminili e una collezione di maschere ferine locali: su mamutzone, s’ulzu l’orso, sa maltenica la scimmia e su boe, tutte realizzate con pelli di capra o di pecora. L’altro spazio raccoglie il materiale della tradizione agro-silvo-pastorale: gli attrezzi del contadino, del boscaiolo, del falegname intagliatore, del pastore, del fabbro e del bottaio, insieme agli oggetti della tessitura e della sfera magico-religiosa, agli strumenti per la lavorazione delle candele e a una raccolta di campanacci.
Un settore è interamente dedicato alla produzione della carapigna e alle neviere. Chiude il percorso la ricostruzione della cucina tradizionale, con il camino a fuoco centrale, dove è documentata la catena operativa della panificazione e della lavorazione delle castagne, e dove è esposta anche una collezione di giocattoli.