Sui monti dentro i confini di Aritzo si praticava in passato l’industria della neve, che aveva il suo centro a Funtana Cungiada, dove i niargios hanno lavorato fino ai primi decenni del Novecento. Nei canaloni dove d’inverno la neve si ammassava per effetto del vento venivano costruite le case della neve: le neviere, pozzi profondi diversi metri delimitati da muretti a secco. La neve veniva raccolta con secchi e ceste, pressata nella neviera con appositi pali e ricoperta di paglia, felci e terra.
D’estate veniva estratta, trasformata in blocchi di ghiaccio e trasportata nelle feste paesane di tutta la Sardegna, destinata soprattutto alla produzione di sa carapigna, l’antenato dell’attuale gelato. Aritzo aveva ottenuto dal fisco spagnolo il monopolio della raccolta della neve e per cinque secoli rifornì di ghiaccio l’intera isola e il Palazzo reale di Cagliari. Dai primi del Novecento la prima fabbrica di ghiaccio aperta a Cagliari mise fine al mestiere.