Su maistru ‘e linna: il mestiere che ha reso Aritzo famosa in tutta l’isola

Su maistru 'e linna: il mestiere che ha reso Aritzo famosa in tutta l'isola

L'arte dell'intaglio del castagno, le cassapanche da corredo, gli attrezzi e sa mustra: come si lavora oggi in una bottega che segue ancora le procedure tradizionali.

Se in Sardegna si nomina la cassapanca intagliata, la risposta è Aritzo. Non è un modo di dire costruito a
posteriori per il turismo: dentro il centro abitato non è mai scomparsa un’importante attività economica del
centro montano, l’artigianato del legno, resa possibile dall’importante risorsa naturale dei castagneti che
circondano il paese. L’arte di su maistru ‘e linna, il mestiere del falegname intagliatore, è
finalizzata alla produzione di cassapanche, taglieri e mestole, e segue a tutt’oggi le tecniche
tradizionali.

È una di quelle attività che raccontano un territorio meglio di qualsiasi brochure, perché mettono insieme
tre cose che di solito si guardano separatamente: una risorsa naturale, una tecnica, e un oggetto che dentro le
case aveva una funzione sociale precisa. Vale la pena capire come funziona, anche solo per guardare con occhi
diversi un mobile in una vetrina.

La materia prima

Il castagno della vallata

Tutto parte dal bosco. La vallata di Su Pardu e i castagneti di Sa Tanca Manna hanno fornito per secoli il
legname del paese, e la disponibilità di castagno a un chilometro dalle case spiega perché qui sia nata una
scuola di falegnameria e non altrove. Il castagno ha caratteristiche che lo rendono adatto: si lavora bene,
regge l’umidità, dura a lungo, e ricaccia dalla ceppaia dopo il taglio, il che consente di prelevare legname
senza distruggere il bosco. Per la realizzazione dei manufatti viene impiegato prevalentemente questo legno,
con una continuità che attraversa generazioni di artigiani.

La stagionatura

Il legno appena tagliato non si lavora: contiene acqua, si muove, si fessura. La stagionatura è il passaggio
invisibile che determina se un pezzo durerà o si spaccherà dopo due inverni, e richiede tempi lunghi e spazi
dedicati. È anche la ragione per cui i tempi di consegna di una cassapanca su misura si misurano in mesi: non è
lentezza artigianale per posa, è il materiale che detta il calendario.

Il resto degli elementi

Accanto al legno c’è il ferro: cerniere, serrature e borchie che nelle cassapanche tradizionali sono
battute a mano nelle forge del paese. È un esempio di come i mestieri di un centro piccolo si tengano fra loro:
il falegname ha bisogno del fabbro, il fabbro lavora anche per il falegname, e la qualità del pezzo finito
dipende da entrambi.

La tecnica dell’intaglio

Scalpelli e sgorbie

L’arte di su maistru ‘e linna si distingue per la tecnica di lavorazione ad intaglio, realizzata
con scalpelli e sgorbie secondo le procedure tradizionali. Non sono attrezzi complicati, e proprio per questo
il risultato dipende quasi interamente dalla mano: la profondità del taglio, l’inclinazione, la regolarità del
passo del motivo. Un intaglio fatto bene si riconosce anche da lontano perché le ombre che genera sono
uniformi; uno fatto male le ha irregolari, e l’occhio se ne accorge prima ancora che la mente capisca
perché.

Sa mustra, il disegno

Il momento più significativo della decorazione consiste nella scelta e nella realizzazione del disegno,
sa mustra, in cui l’artigiano si esprime appieno con grande passione e conoscenza. È qui che il pezzo
smette di essere un manufatto e diventa firmato: due cassapanche delle stesse dimensioni, fatte con lo stesso
legno, si distinguono per il disegno e per come è stato risolto negli angoli e nei raccordi.

Il repertorio dei motivi

I motivi sono geometrici — rombi, greche, pettini, file di losanghe — e sono gli stessi che si ritrovano nei
tessuti al telaio della tradizione barbaricina. È una coincidenza che dice molto: due mestieri diversi, che
lavorano materiali diversi con tecniche diverse, attingono allo stesso repertorio visivo. Quel repertorio è una
grammatica condivisa, e riconoscerla in una coperta di lana dopo averla vista su una cassapanca è uno dei
piaceri che questo territorio offre.

La cassapanca

Cosa era

Nasceva come mobile da corredo di nozze e si tramandava di generazione in generazione. Serviva a conservare
il corredo stesso, la biancheria, gli oggetti di valore della famiglia. Nelle case aritzesi se ne trovano
ancora esemplari ottocenteschi in uso: non pezzi da museo, mobili che continuano a fare il lavoro per cui sono
stati costruiti dopo un secolo e mezzo.

Come è fatta

Castagno massello, assemblaggio a incastro, coperchio incernierato, fasce frontali intagliate, ferramenta
battuta a mano. Le dimensioni tipiche stanno intorno al metro e venti di lunghezza, ma la produzione su misura
è la norma più che l’eccezione: la cassapanca si faceva per una stanza precisa e per una famiglia precisa.

Cosa significava averne una

In una comunità dove i mobili si compravano poche volte nella vita, una cassapanca intagliata era un
investimento e un segnale sociale. Il livello di elaborazione del disegno diceva qualcosa sulle possibilità
della famiglia, esattamente come lo diceva il costume indossato alle feste. È uno di quei casi in cui
l’artigianato è anche documento sociale.

Cosa esce oggi da una bottega

Oltre le cassapanche

La produzione contemporanea comprende sgabelli da focolare, taglieri, mestole, madie, cornici e mobili su
misura. Sono oggetti di scale molto diverse, dal tagliere che costa poche decine di euro alla cassapanca che ne
costa più di mille, e questa gamma è ciò che consente alle botteghe di stare in piedi: non si vive di soli
pezzi importanti.

I tempi

Un tagliere può essere pronta consegna, uno sgabello richiede un paio di settimane, una cassapanca intagliata
due o tre mesi. Chi ordina deve saperlo in partenza, e chi vende lo dice sempre: le sorprese sui tempi sono il
modo più veloce per rovinare un rapporto che si basa sulla fiducia.

Il su misura

È la norma. Si porta la misura dello spazio, si discute il disegno, si sceglie la finitura. È anche il
motivo per cui questi mobili hanno resistito all’industrializzazione: la produzione di serie non fa il pezzo
per quella nicchia in quella stanza con quel motivo.

Visitare un laboratorio

Si può

Diverse botteghe del paese accolgono visite se le si avvisa. Vedere un pezzo in lavorazione cambia
completamente la percezione del prodotto finito: si capisce quante ore ci sono dentro, perché il prezzo è
quello, e cosa distingue un intaglio profondo e netto da uno superficiale.

Cosa chiedere

Da dove viene il legno, quanto è stagionato, chi ha fatto la ferramenta, come si è scelto il disegno. Sono
domande che aprono conversazioni lunghe, perché chi fa questo mestiere è quasi sempre contento di spiegarlo a
chi mostra interesse reale.

Quando andare

Nei giorni feriali, negli orari di lavoro, evitando la pausa pomeridiana. Nei fine settimana delle sagre i
laboratori espongono in piazza durante la mostra mercato dell’artigianato, con dimostrazioni dal vivo: è
un’altra esperienza, più spettacolare e meno intima.

Il mestiere e il paese

Un’economia che ha retto

Vale la pena confrontare questa vicenda con quella del commercio della neve, che è finito nel giro di pochi
anni con l’apertura della prima fabbrica di ghiaccio a Cagliari. L’intaglio del castagno ha attraversato la
stessa epoca di industrializzazione e non è sparito, perché aveva una nicchia difendibile: il pezzo unico, su
misura, con una tecnica riconoscibile. Il ghiaccio industriale è identico a quello naturale; un mobile
industriale non è identico a una cassapanca intagliata.

La questione del ricambio

Il problema oggi non è il mercato ma le mani. Un mestiere che si impara in bottega, con anni di pratica,
richiede che qualcuno entri in bottega. In un paese che invecchia questo non è scontato, ed è il motivo per cui
i corsi, le dimostrazioni e l’apertura dei laboratori ai visitatori hanno un valore che va oltre la
promozione.

Dove vederli, i pezzi

Nell’Ecomuseo, che conserva gli attrezzi del falegname intagliatore accanto a quelli degli altri mestieri
tradizionali; nelle botteghe del paese; e nel catalogo dell’Atelier del territorio, che raccoglie le produzioni
artigianali di Aritzo con l’indicazione della bottega che le realizza.

Come si riconosce un pezzo fatto bene

Guardare gli angoli

Il posto dove un intaglio si giudica non è il centro della fascia decorata ma l’angolo, dove il motivo deve
girare e raccordarsi senza interrompersi né schiacciarsi. Un artigiano esperto risolve l’angolo in modo che il
disegno sembri continuare naturalmente; chi ha meno mestiere lo tronca o lo comprime, e l’occhio se ne accorge
anche senza sapere perché. Vale la pena, davanti a due pezzi apparentemente simili, confrontare proprio gli
spigoli: è lì che sta la differenza di prezzo.

Guardare il fondo

Nell’intaglio tradizionale il fondo dei solchi è pulito, regolare, senza strappi di fibra. Un fondo
irregolare significa attrezzi non affilati o fretta, e con il tempo raccoglie sporco e si rovina. È un dettaglio
tecnico che si valuta in due secondi passando un dito lungo il solco.

Guardare la ferramenta

Cerniere e serrature battute a mano hanno spessori e superfici irregolari, con i segni del martello; quelle
industriali sono uniformi e perfette. Nessuna delle due è sbagliata, ma su un pezzo che si presenta come
tradizionale la ferramenta industriale è un’incoerenza che dice qualcosa sul resto della lavorazione.

Il costume e gli altri saperi

Fra i più belli dell’isola

Il costume tradizionale aritzese spicca, per foggia, colori ed eleganza, fra quelli della Sardegna. Una
descrizione dell’abito femminile si trova già nell’ottocentesco Dizionario Angius-Casalis, che parlando di
Aritzo alla voce dedicata al modo di vestire riporta come le donne vestissero in modo che si direbbe singolare,
distinguendosi dall’abbigliamento di Belvì, Gadoni e Desulo. Durante la Sagra delle castagne e delle nocciole
gli esemplari conservati vengono esposti in mostra.

Perché riguarda anche l’intaglio

Perché tessuto e legno condividono lo stesso repertorio geometrico. Chi guarda un costume dopo aver visto
una cassapanca riconosce i motivi, e capisce che non si tratta di due tradizioni separate ma di due applicazioni
della stessa grammatica visiva. È uno degli aspetti che rendono coerente l’artigianato di questo paese.

Gli altri mestieri

Nell’Ecomuseo gli attrezzi del falegname intagliatore stanno accanto a quelli del contadino, del boscaiolo,
del pastore, del fabbro e del bottaio, insieme agli oggetti della tessitura e della sfera magico-religiosa. È
la disposizione giusta: nessuno di questi mestieri esisteva da solo.

Comprare un pezzo

Come si ordina

Si va in bottega con la misura dello spazio e un’idea di cosa serve, si discute il disegno e la finitura, si
concorda il prezzo e i tempi. Nel su misura il preventivo dipende dalle dimensioni, dalla complessità
dell’intaglio e dal tipo di ferramenta, e per questo i prezzi indicati nei cataloghi sono sempre indicativi.
Chiedere di vedere pezzi già realizzati con lo stesso disegno è il modo più semplice per evitare
fraintendimenti.

Quanto costa e perché

Il costo di un pezzo intagliato è quasi tutto lavoro: il legno incide meno di quanto si pensi, le ore di
intaglio molto di più. Un tagliere richiede poche ore, una cassapanca con fasce decorate settimane. Sapere
questo aiuta a leggere un listino senza sorprese, e spiega perché due mobili delle stesse dimensioni possano
costare il doppio l’uno dell’altro.

La spedizione

I pezzi piccoli viaggiano senza problemi, quelli grandi richiedono trasporto dedicato e vanno organizzati.
Chi ordina una cassapanca dalla penisola dovrebbe metterlo in conto fin dall’inizio e chiedere alla bottega
come si è regolata in casi analoghi.

Contenuto di esempio, da sostituire o rivedere con i materiali forniti dal Comune di Aritzo.

Approfondisci

EcoMuseo della Montagna Sarda

A pagamento

La Vallata d'Aritzo

Accesso libero

Le botteghe del legno

Su prenotazione

Prossimi eventi

11
Apr

Fiera di primavera: piante, sementi e attrezzi

Piazzale della fiera, Aritzo
08:00
Gratuito
19
Dic

Mercatino di Natale nelle cortes

Cortes del centro storico, Aritzo
16:00
Gratuito
12
Dic

Mostra mercato dell'artigianato aritzese

Piazza Sa Pratza, Aritzo
10:00
Gratuito

CONDIVIDI

Articoli simili

Sa Bovida: cinque secoli dentro il carcere spagnolo di Aritzo

L'edificio del Seicento che fu prigione di massima sicurezza fino agli anni Quaranta, e che oggi ospita una mostra sulla stregoneria in Sardegna.

Sa carapigna: storia e preparazione del sorbetto che nasce dalla neve

Come si fa il dolce che identifica Aritzo in tutta la Sardegna, perché nasce dalle neviere e dove vederlo preparare in piazza.

Il Tacco Texile: come si sale, cosa si vede, cosa racconta la leggenda

Guida completa al monumento naturale che si vede da tutto il paese: il percorso, la difficoltà reale, le stagioni giuste e la storia di sant'Efisio.

Le produzioni di cui parla questo articolo

2015

Aritzo. Il legno, le mani, la casa

Testi di Franco Piras, fotografie di Elena Cabras
Monografia fotografica sull'artigianato del legno aritzese e le sue botteghe.
Non visitabile
1928

Cassapanca nuziale intagliata a cassone

Bottega Mereu
Il pezzo simbolo dell'intaglio aritzese: castagno massello e rosoni scavati.
Collezione permanente del museo etnografico
A pagamento
Anni Cinquanta

Coltello aritzese a lama fissa

Forgia Deiana
Lama in acciaio temprato e manico in corno di muflone, montaggio a codolo passante.
Collezione privata, esposto in occasione della sagra
Solo in occasione di eventi
Pratica corrente

La stagionatura del castagno prima dell'intaglio

Falegnamerie di Aritzo
Dieci anni di essiccazione naturale prima che il legno possa essere lavorato.
Depositi delle falegnamerie del paese
Su prenotazione
1912

Madia da pane in castagno

Bottega Mereu
Mobile da cucina con piano ribaltabile per impastare, gambe tornite.
Museo etnografico, sezione della casa
A pagamento

Gli investimenti di cui parla questo articolo

Capannone artigianale con piazzale

Quattrocento metri quadri coperti, altezza sei metri e piazzale di manovra.

Laboratorio artigiano del legno avviato

Bottega di falegnameria con macchinari, scorte di castagno e portafoglio clienti.