I forni si accendono verso le quattro e il pane esce che il paese dorme ancora: civraxu, moddizzosu, carasau, e il sabato le focacce con la patata. Accanto al pane c’è la pasticceria delle ricorrenze, che ad Aritzo ha un calendario preciso — amaretti e tiliccas per i matrimoni, papassini con l’uvetta per i morti, gattò per il carnevale. D’estate compare sa carapigna, il sorbetto al limone mantecato a mano che il paese produce da quando i nivaioli portavano giù la neve dalle domus de sa nie. Sono mestieri che qui si tramandano ancora dentro le famiglie.