Il dolce che identifica Aritzo è sa carapigna, il sorbetto al limone mantecato a mano nel tumbarinu: nasce dalla neve che i nivaioli conservavano nelle domus de sa nie e la si mangia in coppetta, subito, all’ombra. Accanto ci sono i dolci di mandorla delle feste — amaretti, tiliccas, papassini — e le conserve che seguono il bosco: marmellata di castagne, crema di nocciole, funghi sott’olio, miele di corbezzolo. Sono produzioni stagionali e in piccole quantità, spesso esaurite prima della fine dell’inverno. Si comprano nelle botteghe del corso o direttamente dai laboratori che le preparano.